Il gruppo di operatori di Casa San Giuseppe è partito per un’esperienza unica: un pellegrinaggio sulle orme di San Luigi Guanella.
🚶‍♂️ Un viaggio fisico e spirituale che diventa occasione per rinsaldare i legami, ritrovare il senso del fare e riscoprire insieme il valore del servizio con cuore, mani e spirito.
🙏 Un passo dopo l’altro, verso una comunità più unita e consapevole.

La giornata di ricarica spirituale prevedeva il Ritrovo sul piazzale della Chiesa parrocchiale di Campodolcino e poi la S. MESSA presieduta da don Nico Rutigliano, SdC. Dopo la messa abbiamo visitato il MUVIS (Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo). La Visita è stata guidata dalla dott.ssa Enrica Guanella, sindaco di Campodolcino. Il pranzo si è tenuto all’Hotel Europa. Quindi ci siamo portati con le macchine sul piazzale della Chiesa S. Rocco di Fraciscio. La Visita alla Casa Natale di don Guanella è stata illustrata da don Adriano Folonaro, SdC. Don Nico al termine ha guidato l’atto di affidamento a Maria, “la bella Signora”. Chi ha voluto è passato sul ponte tibetano della Caurga della Rabbiosa.

don Nico Rutigliano
Tappa 1 del Cammino Guanelliano: Campodolcino – Fraciscio – Gualdera – Gallivaggio
L’edificio originario, costruito da Lorenzo Guanella, padre di Luigi, ha subìto nel tempo diverse trasformazioni ed aggiunte che gli hanno conferito l’aspetto attuale. La parte più antica della struttura risale alla prima metà dell’Ottocento, come attesta la data 1835 incisa sull’architrave della porta di ingresso, accompagnata da “LG” (iniziali di Lorenzo Guanella) con, al centro, la croce ad indicare la centralità di Dio nella famiglia. La facciata è ravvivata dall’immagine della Madonna del Carmelo; sulla parte sinistra è anche visibile un tenue dipinto di un’altra Madonna ai piedi della croce. Lo stesso Luigi Guanella ricorda: «Da chierico dipingevo […] a Fraciscio l’immagine della Madonna sulla facciata della casa paterna» (L. Mazzucchi, Fragmenta vitae et dictorum sac. Aloysii Guanella, 1912-1915).
Gli ambienti interni conservano ancora l’atmosfera di calore familiare e di sobrietà di quando la famiglia Guanella vi abitava. Una vera scuola di fede, di sacrificio e di generosità, che don Guanella ricorderà spesso come una grazia di Dio. Al piano terra, oltre al locale tradizionalmente denominato “stüa”, c’è la camera dei genitori, dove la notte del 19 dicembre 1842 nacque Luigi; al primo piano è stata allestita una piccola raccolta museale. Al secondo piano si può vedere la camera della sorella Caterina, Serva di Dio, accanto a quella usata da Luigi chierico quando tornava dal seminario per le vacanze, sul cui soffitto egli stesso aveva dipinto un cielo stellato. Ora questa stanza è stata adibita a oratorio.
Gli operatori della Casa San Giuseppe di Roma vivranno l’esperienza di formazione dal 2 all’8 giugno #suipassididonguanella “Come pellegrini in cammino. Il viaggio interiore nella relazione d’aiuto”, guidata da don Fabio Lorenzetti.
Campo Base sarà la casa Natale di San Luigi. Stay Tuned
Tappa 1 del Cammino Guanelliano: Campodolcino – Fraciscio – Gualdera – Gallivaggio
La chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista, già nominata nel 1490, venne più volte rimaneggiata; nel 1844 fu allungata e allargata con l’aggiunta delle due navate laterali.
Qui il piccolo Luigi Guanella fu battezzato il 20 dicembre 1842 dal cugino di secondo grado don Gaudenzio Bianchi al fonte battesimale ancora oggi esistente, a quei tempi però collocato in una nicchia sul lato sinistro della chiesa. Padrino di battesimo fu Luigi Trussoni, madrina Maria Orsola Curti.
In questa chiesa Luigi Guanella ricevette anche la cresima, il 30 giugno 1849, da mons. Carlo Romanò.
Nelle immediate vicinanze del sagrato, il 24 giugno 1848, giorno della festa patronale, avvenne un fatto che colpì profondamente Luigi Guanella, quasi una anticipazione della sua missione.
Prima dell’inizio della Messa, mentre stava nascondendo alcune caramelle di zucchero che gli erano state regalate dal cognato Guglielmo Sterlocchi,«sentì un batter secco di mani, guardò là e vide un bel vecchietto che gli porgeva le mani quasi per dire: “Danne a me di que’ zuccherini”. Luigi ne sentì panico, finì di nascondere gli zuccherini e, guardando, non vide più il buon vecchietto e ne provò amarezza e rincrescimento» (L. Guanella, Le vie della Provvidenza, 1913-1914).
Tappa 1 del Cammino Guanelliano: Campodolcino – Fraciscio – Gualdera – Gallivaggio
Una locanda del tardo XVI secolo, ristrutturata ed ampliata nella seconda metà del Settecento dall’abate Antonio Foppoli di Mazzo di Valtellina, costituisce il nucleo originario dell’edificio che oggi ospita il “Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo” (Mu.Vi.S.).
Nella primavera del 1896 don Luigi Guanella ottenne l’uso gratuito del “Palàzz” delle Corti e, sollecitato dai suoi concittadini, vi aprì un istituto con lo scopo di «introdurre alcune piccole industrie per gli uomini e per le donne di Campodolcino e Valle S. Giacomo» (Statuto della Pia Opera Sant’Antonio pro Campodolcino e Valle S. Giacomo, 1896).
L’istituto doveva occuparsi anche di «iniziare sopra luogo studi con lo scopo di vedere quali vantaggi si potrebbero ricavare dal suolo (erbe, alberi, rocce) dalle acque e dal clima» (La Piccola Casa a Campodolcino, in La Divina Providenza, maggio 1896). Oltre al risvolto sociale di quest’opera, a don Guanella stava dunque molto a cuore la valorizzazione delle particolarità paesaggistiche e naturalistiche locali. Don Guanella avviò nel “Palàzz” dei corsi professionali, fra cui quelli di cucito, di pizzo al tombolo e per la lavorazione della paglia per farne cappelli. Vi aprì pure un asilo climatico estivo per fanciulle, gestito dalle sue suore.
Malintesi amministrativi e organizzativi impedirono all’Opera di continuare e prosperare, ma restò benefica la scossa data al paese, che riprese fiducia nelle sue potenzialità legate al turismo e all’agricoltura di montagna.
Un percorso che unisce natura, spiritualità e memoria.
140 km complessivi, 5960 m di dislivello, accessibile tutto l’anno: è il Cammino di don Luigi Guanella, un piccolo “Cammino di Santiago” tra i monti delle province di Como e Sondrio.
𝗟𝗮 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗮 𝟭 ci conduce da Campodolcino a Gallivaggio, attraverso sentieri e borghi ricchi di storia guanelliana.
📍 Punti d’interesse guanelliani:
1️⃣ Palàzz delle Corti e Museo Via Spluga
2️⃣ Chiesa di San Giovanni Battista
3️⃣ Casa natale di don Luigi Guanella
4️⃣ Motto del vento a Gualdera
5️⃣ Chiesa di San Rocco
6️⃣ Baita dello scoiattolo
7️⃣ Santuario di Gallivaggio, luogo di apparizione mariana
Un cammino per il corpo e per l’anima.
🌿 Scopri come la fatica, il silenzio e la preghiera possano diventare luoghi di incontro e rinascita.

A Milano alla festa Patronale della Parrocchia San Gaetano – Opera don Guanella, abbiamo avuto l’occasione di diffondere il progetto “In cammino, sui passi di don Guanella” in corso di realizzazione con il contributo di Regione Lombardia – Avviso Unico Cultura 2024.

Sabato 29 giugno si è tenuta l’inaugurazione del ponte tibetano sulla Caurga della Rabbiosa di Campodolcino. Tanta gente, ma anche numerose autorità presenti, dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, molto legato a Fraciscio, all’Assessore alla montagna di Regione Lombardia Massimo Sertori, al Consigliere regionale Silvana Snider, al Gran consigliere dei Grigioni Maurizio Michael, al Presidente della Comunità Montana Valchiavenna Davide Trussoni e ai rappresentanti dei Comuni di San Giacomo Filippo e Madesimo

«Questo ponte – ha spiegato il sindaco Enrica Guanella – è intitolato a San Luigi Guanella, il santo di Fraciscio e di Campodolcino. Era un costruttore di ponti e abbiamo creduto opportuno intitolargli questa struttura nata per la popolazione dell’intera valle e per il turismo».

Alla cerimonia, in rappresentanza dei “figli” di don Guanella, c’era don Adriano Folonaro, di cui vi riportiamo un estratto del suo intervento.

In questa felice occasione dell’inaugurazione di un ponte tibetano sul torrente Rabbiosa, mi sono chiesto cosa ne avrebbe pensato don Guanella.

Il nostro Santo, quando talvolta gli capitava di arrabbiarsi per un momento, subito aggiungeva, quasi per scusarsi: «Ricordate che sono nato vicino alla Rabbiosa» (L. Mazzucchi, Fragmenta…,. XVI, 24 agosto 1913, 2) «e purtroppo, ho preso un po’ di quel fiume» (R. Brambilla, Il figlio della“Rabbiosa”, in Charitas n. 99, giugno 1949, 35). In questo torrente cristallino e impetuoso che scende dal Pizzo Stella dietro la “sua” Fraciscio, don Guanella si rispecchierà sempre per la sua irruenza, la sua tenacia, la sua incontenibile voglia di fare. Un legame, quello con la sua terra, il suo torrente, la sua gente, che si porterà sempre dentro per tutta la vita, e possiamo pensare che anche ora, da lassù, nella schiera dei Santi, ci sorrida.

Quando, nel 1905, si cominciava a parlare di un collegamento stradale tra Campodolcino e Fraciscio, tra molte contrarietà e polemiche, don Guanella fu uno dei maggiori sostenitori della strada, anche se non ne riuscì a vedere l’attuazione. I lavori, infatti, furono finalmente iniziati nel 1914, su progetto dell’ingegner Lisignoli di Chiavenna, poi interrotti per la Prima Guerra Mondiale e portati a termine solo nel 1922.

Sentiamo cosa scriveva sul numero di settembre 1905 del periodico delle sue Opere, La Divina Provvidenza, parlando di sé in terza persona: «vero conforto nelle angustie onde fu stretto il cuore di Don Guanella nel sostare al suo paese, fu il sentire che un pugno di valorosi, seguendo l’impulso di uno più valoroso di loro, ha ideato una strada che da Campodolcino vada a Fraciscio e prosegua poi, recando commercio e vita in quei monti pittoreschi, sovrastati da grandi stese di ghiaccio… sulle quali non nasce il grano.

L’industria ed il commercio fioriscano là, dove ricchezza di acque potrebbe essere utilizzata; dove cave inesplorate si nascondono forse nel seno tesori ignoti, e la gioventù troverà lavoro in paese, né sarà costretta, come il lupo a uscire dalla tana, a fuggire nelle lontane Americhe, ovvero a recarsi in città in cerea di servizio. Il servizio! Esso è il mar tenebroso dove si smarrisce l’onestà di troppe fanciulle, le quali ove avessero trovato lavoro in paese, si sarebbero serbate pure, semplici, laboriose. Invece…

Don Guanella invia a’ suoi compaesani di Fraciscio e di Campodolcino un bravo ed un incoraggiamento per la costruzione della strada che recherà loro prosperità e vita: ma insieme raccomanda ad essi di mantenere viva o di rievocare la fede dei loro padri e degli avi, perché col benessere fisico e sociale, risorga nella valle di San Giacomo l’antica fede, una fede operosa, alimentata da un vivo ed efficace amore di Dio e del prossimo»(L. Guanella, Pensieri malinconici, in LDP, settembre 1905, 133).

Ricordiamo anche tutto il suo impegno per l’Opera Pia di Sant’Antonio al Palàzz delle Corti di Campodolcino, in cui si può notare come, oltre al benessere dei propri concittadini, gli stesse molto a cuore la valorizzazione delle ricchezze locali quali il clima, l’aria, il panorama, la possibilità di fare passeggiate. Oggi si direbbe un esperto di promozione territoriale ante litteram

Quelle parole che abbiamo ascoltato, oggi il nostro Santo le ripete anche a noi: molto bene la realizzazione di nuove opere che rechino «prosperità e vita», senza dimenticare però la fede viva e operosa dei nostri avi «alimentata da un vivo ed efficace amore di Dio e del prossimo», che hanno fatto grande la nostra Valle.

Sui passi di un grande Santo della carità nella città di Como. È questo il tema del calendario 2022 uscito con il numero natalizio del periodico La Divina Provvidenza, rivista trimestrale fondata da San Luigi Guanella nel 1982 ed edita ancora oggi dalla Casa “Divina Provvidenza”. Nel calendario, mese dopo mese, vengono proposte le tappe di un itinerario…

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